Pubblicato nel marzo 1976, Locked In è spesso ricordato come uno dei capitoli più controversi e divisivi della storia dei Wishbone Ash. L’album rappresenta il tentativo più deciso della band di conquistare il mercato statunitense, scelta che portò a un cambiamento netto rispetto al sound classico che li aveva resi celebri negli anni precedenti.
Per questo lavoro il gruppo si affidò al produttore Tom Dowd, figura leggendaria che aveva già collaborato con artisti come Eric Clapton, Aretha Franklin e Allman Brothers Band. La produzione divenne più asciutta, levigata e orientata a una dimensione radiofonica americana. Per la prima volta entrarono in modo importante anche le tastiere, suonate da Graham Maitland, elemento che modificò sensibilmente gli equilibri sonori e finì spesso per ridurre il ruolo centrale delle celebri twin guitars.
Sul piano stilistico, Locked In si allontana quasi del tutto dalle atmosfere epiche e progressive di Argus, esplorando invece territori soul, funk, soft rock e R&B. Brani come Rest in Peace, Say Goodbye, It’s Only Money e Moonshine mostrano chiaramente questa nuova direzione. All’epoca il disco fu accolto con freddezza soprattutto dai fan storici, che vi videro un allontanamento troppo marcato dall’identità britannica del gruppo. Oggi viene spesso considerato un esperimento non del tutto riuscito, ma anche un passaggio importante che spinse la band a riflettere sulla propria identità e a cercare, nei lavori successivi, un equilibrio migliore tra ambizione americana e raffinatezza originaria.